Personalizza le preferenze di consenso

Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in maniera efficiente e a svolgere determinate funzioni. Troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie sotto ogni categoria di consensi sottostanti. I cookie categorizzatati come “Necessari” vengono memorizzati sul tuo browser in quanto essenziali per consentire le funzionalità di base del sito.... 

Sempre attivi

I cookie necessari sono fondamentali per le funzioni di base del sito Web e il sito Web non funzionerà nel modo previsto senza di essi. Questi cookie non memorizzano dati identificativi personali.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie analitici vengono utilizzati per comprendere come i visitatori interagiscono con il sito Web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche di numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazione chiave del sito Web che aiutano a fornire ai visitatori un'esperienza utente migliore.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pubblicitari personalizzati in base alle pagine visitate in precedenza e per analizzare l'efficacia della campagna pubblicitaria.

Nessun cookie da visualizzare.

In berbero Tinghīr significa appartenente alle montagne. Si scrive ⵜⵉⵏⵖⵉⵔ.
Un nome che evoca aria e legami, la profondità del vincolo e l’altitudine della meta. L’alpinismo metafisico di René Daumal sulle vette dello High Atlas.

Un anno fa, il 24 maggio, puntavamo a sud-est.
Avevamo lasciato alle spalle prima Marrakech poi Télouet – provincia di Ouarzazate, profumi di sabbia e rose – per muoverci alla volta dell’oasi di Skoura nella Valle delle mille Kasbah, lungo il corso del Dadès. Destinazione Tinghīr, regione di Drâa-Tafilalet: un’oasi di palmeti ombrosi lunga una trentina di chilometri tra le montagne, Alto Atlante a nord, Piccolo Atlante a sud.

Dopo il ribollire torbido della medina e la frenesia notturna di Jamaa el Fna, dove di immobile si vedeva solo l’imponente punta della Kutubiyya, Tinghīr era il luogo perfetto per il ritiro. Per arrivare lì e pernottare al Tomboctou, l’antica kasbah dello sceicco Bassou Ou Ali, percorremmo una interminabile via nel deserto. Bastava fermarsi e scavare al volo, anche alla cieca, per trovare fossili dall’alba dell’uomo.
Said ci fece attraversare un posto magico: Maḍīq Tūdgha, le Gole di Todra. Un canyon, anzi uno wadi, scavato dal fiume sin dalla notte dei tempi. Lì il silenzio è davvero silenzio.