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The Rhythm Method (diary): 15 gennaio

Non sempre i tastieristi spippolano e smanettano con smania da protagonisti. Esistono anche musicisti sensibili, che ragionano – e sentono, e suonano – in funzione del brano, che attingono a immaginari e visioni, aprendo nuove porte in chi ascolta. Uno di questi è Francesco Magnelli. Dai Litfiba alle Stazioni Lunari,

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The Rhythm Method (diary): 2 gennaio

Il fuoco è un organismo poroso. Una spugna fiammeggiante che assorbe speranze, trasforma terrori. Un buco nero che respira in un cerchio bianco. Fino alla cenere, voragine che accoglie il nuovo inizio. Sono un segno d’aria, l’ascendente leonino mi fa levitare in punta di vampa. Stira e rilassa, tendi e

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The Rhythm Method (diary): 25 dicembre

Come insegna Sivananda, fai un po’ di tutto, fallo ora, oggi, al meglio della tua abilità. Sinceramente, seriamente, onestamente. È un invito a stare nel qui e ora, a fare senza ansia di prestazione, senza l’ossessione della perfezione. Quando accade, allora si colgono tante occasioni di dono. I regali di

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The Rhythm Method (diary): 29 novembre

La musica non è fatta solo di divi, di eroi vincenti e gloriosi. C’è un universo di coni d’ombra, di zone oscure, di dietro le quinte. Luoghi lontani dai riflettori, dove si sono mosse personalità decisive quanto i protagonisti. Uno di questi è Roby Matano. Probabilmente il suo nome dirà

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The Rhythm Method (diary): 17 novembre

Qualche tempo fa, in una delle nostre periodiche conversazioni on the road per fare il punto della situazione, Giacomo Cacciatori ed io ci siamo fatti qualche domanda. Il peso del suono, la leggerezza della musica, la percezione di dove arriva quello che si pubblica, in quale mondo emotivo entra, come

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The Rhythm Method (diary): 9 novembre

Dieci anni fa, nel novembre del 2013, si concludeva una delle più significative esperienze del giornalismo musicale nostrano. Usciva in edicola l’ultimo numero di Jam, il 207. Jim Morrison era il volto potente dell’ultima cover story (a mio avviso il fiore all’occhiello del mensile diretto da Ezio Guaitamacchi), dedicata ai

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The Rhythm Method (diary): 5 novembre

Bataille diceva che comunicare ferisce o insozza. I recenti giorni di ritiro e studio a Pomaia ci hanno insegnato che esistono strumenti per ripulire la mente, partendo dalla parsimonia della parola e dell’immagine. Ieri sono arrivato a Pordenone travolto da segni, colori e simboli: quelli delle copertine dei 33 giri.

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The Rhythm Method (diary): 11 ottobre

Oggi ho compiuto 48 anni. Un numero importante, anche se i numeri contano poco. Anzi contano il giusto, se li si interpreta in chiave simbolica. Quarantotto suona come una rivoluzione, rimbomba come un grande disordine, e tra le attitudini di chi ha a cuore questo numero c’è la creatività, che

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The Rhythm Method (diary): 3 settembre

Se è vero che abbiamo avuto tanti Battisti (soul, blues, rock, funk, disco, pop), è altrettanto vero che negli anni abbiamo assistito a tante rivisitazioni del suo repertorio. Quella in chiave jazz è cosa piuttosto rara, rarissima addirittura se profumata di latin-swing da big band: il pubblico del Teatro Romano,

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The Rhythm Method (diary): 19 agosto

Il mio vacillante stato di salute si è risollevato grazie all’aerosol marino attivato durante Covergreen. Costa degli Etruschi vs. Broncostenosi con la rigogliosa benedizione tyrrenica di Fufluns. Sono stati giorni preziosi, quelli di San Vincenzo; ottava edizione di Covergreen, tra le più belle dal 2016. È una rassegna che sento

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