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The Rhythm Method (diary): 26 febbraio

Oggi una insistente spolverata di neve ha imposto una pausa. Una sosta nel pensiero, si auspica anche in quello belligerante e malevolo, in quello ossessivo e paranoico che è più subdolo ma altrettanto dannoso per individui e nazioni. Dopo aver rapidamente eretto un pupazzo – che nelle intenzioni delle cucciole

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The Rhythm Method (diary): 25 febbraio

La prima chiave, la grande chiave, è l’attenzione. La seconda è la presenza. La terza è la centratura. Con l’orecchio a terra, come antichi scrutatori di movimento. L’anno scorso, il 26 febbraio, ci lasciava Danilo Rustici. Uno dei miei eroi a sei corde. Un altro gigante elettrico volava altrove il

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The Rhythm Method (diary): 23 febbraio

Da qualche anno, sulla scorta della mostra al Guggenheim del 2019, ho scoperto Hilma Af Klint. Esercita un fascino difficilmente resistibile. È stata una di quelle figure magnetiche, isolate eppure connesse ai centri sottili del suo tempo fuori dal tempo. Artiste calamite, spore, ragni, polmoni. Non so se definirla –

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The Rhythm Method (diary): 21 febbraio

Passai un’estate sulla spiaggia solitaria. Non c’erano echi di cinema all’aperto, né il minatore bruno. Solo orme antiche, brusii delle onde. Oceano junghiano. Un desiderio: ombrellone chino, sedia insabbiata. Come Charles Aznavour sulla copertina di Il bosco e la riva, foto metafisica di Caesar Monti. All’alba degli anni ’90 un

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The Rhythm Method (diary): 18 febbraio

Nel diritto romano l’istituto giuridico della dote era un patrimonio costituito ad onera matrimonii substinenda. Nella dimora collinare che abito da qualche anno ho ricevuto in dote tre gatti residenti più uno mobile, un nomade alimentare. Da allergico all’epitelio felino devo tenerli a distanza, tuttavia ne riconosco il regale profilo

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The Rhythm Method (diary): 17 febbraio

Da ragazzetto, quando feci la folgorante scoperta di Abraxas, non immaginavo quante storie ci fossero dietro quel disco. Una delle tante riguarda la lunga coda di Black Magic Woman, che a ben sentire è testa e corpo, pezzo pregiato e tour de force. Si intitolava Gypsy Queen, nei credits c’era

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The Rhythm Method (diary): 16 febbraio

On The One. Play that funky music. Oggi ho trovato Alan Evans in formato Crushed Velvet & The Velveteers, una sorta di gommoso arco costituzionale black che riporta agli ascolti di gioventù, dall’immersione nell’universo Motown alla valanga dei Blues Brothers. Sono quelle cellule formative che ci si porta dietro, con

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The Rhythm Method (diary): 14 febbraio

Voler andare d’accordo con tutti è un affare di cattivo gusto, sottolineava Nietzsche. È un concetto difficile da accettare e assimilare, come il porgere l’altra guancia. Federico lo rinforzava rilanciando l’adagio Pares cum paribus congregantur: le grandezze ai grandi, le profondità ai profondi, le rarità ai rari. Antiche leggi di

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