Personalizza le preferenze di consenso

Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in maniera efficiente e a svolgere determinate funzioni. Troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie sotto ogni categoria di consensi sottostanti. I cookie categorizzatati come “Necessari” vengono memorizzati sul tuo browser in quanto essenziali per consentire le funzionalità di base del sito.... 

Sempre attivi

I cookie necessari sono fondamentali per le funzioni di base del sito Web e il sito Web non funzionerà nel modo previsto senza di essi. Questi cookie non memorizzano dati identificativi personali.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie analitici vengono utilizzati per comprendere come i visitatori interagiscono con il sito Web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche di numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazione chiave del sito Web che aiutano a fornire ai visitatori un'esperienza utente migliore.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pubblicitari personalizzati in base alle pagine visitate in precedenza e per analizzare l'efficacia della campagna pubblicitaria.

Nessun cookie da visualizzare.

Cover album? Tribute album? Non proprio. Mai come in questo caso, ci troviamo di fronte a qualcosa di profondamente diverso. Il titolo ci dà un indizio rilevante: “The Dark Side of The Wall” non è un gioco di parole con due celebri album floydiani ma il riferimento effettivo, volontario, concreto, a un’altra faccia di “The Wall”. E’ questa la molla che ha spinto la R-Evolution Band nel mettere mano al capolavoro dei Pink Floyd.

La formazione del fiatista Vittorio Sabelli risente molto dell’approccio eclettico e dissacrante del fondatore: R-Evolution si accosta ai Pink Floyd con la stessa indole che ne ha dettato la nascita, ovvero distruggere e ricostruire, come accadde per il primo disco “Versus”. Se “Dark Side” sancì il passaggio dall’underground ai “mantra da salotto” di copeiana memoria, “The Wall” fu la celebrazione del modulo concept, l’esaltazione di un emblema del rock d’arte anni ’60/’70: un disco cardine, una pietra miliare per la qualità del suono e la compiutezza compositiva, che i R-Evolution rivedono con spirito iconoclasta.

Un po’ come i rifacimenti degli Easy Dub All Stars ma con meno ossessività monotematica, più vicini alla rielaborazione visionaria dei Flaming Lips, i R-Evolution hanno rivoltato “The Wall” come un calzino, ma con rispetto: tenendo fede alla struttura dell’opera e al suo iter concettuale, hanno ripensato ogni singolo pezzo dando vita a un’opera che sembra quasi un “gemello cattivo” dell’originale. Il mondo dell‘ortodossia floydiana griderà allo scandalo: hard & heavy, jazz-fusion, reggae, blues, latin, elettronica, titoli modificati, influenze estranee all’album del 1979 e inserite al punto giusto.

Un’operazione da musicisti consapevoli, abili nello spostare pedine considerate inamovibili (basta pensare al celebre assolo gilmouriano di “Another brick in the wall”, sostituito dal sax in un exploit speed metal). Al di là di qualche riserva (la voce talvolta poco incisiva e un certo indulgere nel “diverso a tutti i costi”), “The Dark Side Of the Wall” è un disco che farà parlare di sè.

www.r-evolutionband.com

D.Z.